mercoledì 10 agosto 2011

I Tre Messaggeri

Erano in tre ed erano disarmati. Li feci accompagnare fino alla Sala Principale.
Sapevo il motivo della loro visita, ma loro non lo conoscevano ancora. Erano spaventati, uno addirittura s'inginocchiò. Seguì il secondo sulla sinistra e quello centrale abbassò il capo iniziando a parlarmi. "E' il nostro Re che ci manda, chiediamo di lasciare un messaggio presso di Voi."
"Dite."
"Il nostro Re e i nostri soldati sono fieri di combattere contro di Voi, sanno non esista morte migliore di quella in battaglia e che non esista battaglia migliore di quella contro di Voi."
"Con cosa combatterete?"
"Armi Signore, abbiamo ottime armi e piani di battaglia mai pianificati prima che non riveleremo nemmeno sotto tortura Signore."
"Cosa fa vincere una battaglia secondo voi?"
"Oh Signore, deve perdonarci, ma non siamo in grado di rispondere a una simile domanda, lasciamo sia il destino a rispondere per noi."
"Contro cosa combatterete?"
"Contro il più grande Signore."
Mi voltai e mi feci dare una spada. "Se il vostro Re fosse davvero un Re non vi avrebbe mai mandato, perché saprebbe non esiste un motivo valido perché questa spada non debba trafiggervi il cuore." E passai la lama davanti le loro teste lasciando che il suono vibrasse lento nell'aria tagliando solo quella. "Se fosse davvero il vostro Re vi avrebbe fatto Combattere prima della battaglia e non sareste mai venuti ad elogiarvi nel mio Palazzo."
"Signore il nostro Re è sopra ogni cosa, ciò che lui decide per noi è certamente la migliore delle scelte."
"Se fosse il vostro Re non avrebbe deciso per voi e vi avrebbe insegnato che non esistono scelte, ma solo uomini inconsapevoli." Mi avvicinai al Messaggero. "Alza il capo e dimmi, cosa trafigge una Spada?"
Lentamente alzò la testa lasciandomi vedere la paura nei suoi occhi. "Non, non uccidetemi Signore, ho solamente eseguito un ordine del mio Re."
"Non esiste ordine che non provenga da te. Dimmi ora, cosa trafigge una Spada?" E vibrai la lama a pochi centimetri dalla sua testa. Lentamente l'avvicinai poi al viso.
"Non lo so Signore. Non lo so, ma non uccidetemi vi prego!"
"Se non risponderete non farete ritorno."
Il Messaggero mi guardò attonito. Sapevo cosa si sarebbe aspettato da me. E non era quello che stava vedendo. I suoi occhi parlavano più della sua bocca. "Voi, voi, perché fate questo, è contro....contro..."
"Contro cosa? contro le regole? ti fidi delle regole fatte dagli uomini? o degli ordini del tuo Re?" E lanciai la spada dietro di loro lasciando che si conficcasse in un arazzo. "Un vero arazzo non verrebbe mai trafitto. Cosa trafigge dunque una Spada? gli arazzi forse?"
"Ciò....ciò che non è vero, ciò che è falso." Rispose il Messaggero temendo di dire che avessi arazzi falsi nel mio Palazzo.
"Ti ho mentito, quell'arazzo è vero. La tua risposta è corretta." Feci loro cenno di alzarsi. "Trovate ciò che è falso, trovate il luogo in cui ogni battaglia viene vinta e ogni battaglia viene persa. Solo così onorerete la mia Guerra."
"Signore, cosa dovremo riferire al nostro Re?"
Feci cenno ai miei di accompagnarli fuori dalla mura con il necessario per il viaggio.







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