martedì 10 gennaio 2012

Il Principe Al Sal' Ahzur


che in fondo, di tutte le persone che sento parlare, poche, davvero poche sono vive. e di queste vive, poche davvero poche parlano più di Frank, ma Frank, benché sia in vacanza in luoghi piuttosto lontani, beh sì, Frank è un'altra storia...


parla ora, lui, il....

"ohh grazie Des, la memoria non m'ha mai ingannato, ma a dirla tutta, mi ricordo d'esser morto e poi d'essere nato, questo fatto non depone certo a mio favore, ma non son uso pitturar senza colore."

oddio non la farai davvero tutta in rima?

"no quello è un onere che lascio a te"

a me?

"sì a te, a te la tela, a voi i pennelli, della mia morte vi racconto i giorni più belli.

mi disse il Principe in quella mezzaluna ch'egli cercava la Verità, ed io....

ma Principe, non dovete far altro che tornar sui vostri passi, son le scarpe che vi siete messo, sono gli abiti che vi siete tolto, così come son le risa, e le speranze e i dolori ch'avete ormai provato, sono quelli che v'hanno allontanato dal vostro amabile pianeta e dalla vostra casa di cotone, di perle e di seta.

Il Principe mi guardò in viso. ma nulla vide.
poi si girò, si giravano i pensieri. correvano qua e là.

allor continuai...circa la follia vedete, e circa la ragione, sono sane quando nate e cresciute fuor della prigione, sentite bene la mia voce, lasciate perdere un momento la vostra onorabile ricerca, toglietevi la benda e avvicinatevi, avvicinatevi pure....

sì, gli feci, qui nel buio, sono quì, porgetemi l'orecchio ed ascoltate....
Principe Al Sal' Ahzur.

voi, voi vi ricordate quando correvate nel giardino dell'infanzia? vi ricordate quando il mondo era un'avventura? ogni giorno era un giorno senza paura, ogni giorno lottavate per lottare e mai per andare a riposare e quando eravate troppo stanco, crollavate in tutto quello che voi stessi sognavate...un nonnulla sin da principio!

vi ricordate quella volta, sì quella volta che a me vi rivolgeste?

Il Principe, devo esser sincero, credette d'impazzire, e in effetti, non mangiando da giorni, non potevo certo pretender che mi credesse Uomo Vero in quel della foresta!

così eccomi qua, ed uscii allo scoperto.

ora mi vedi, dissi. suvvia, cos'è quel tuo mal viso, è lecito non capire, ma non è lecito ignorare! ora, ora dobbiamo far presto che il giorno volge all'imbrunire.

cosa intendi?
mi disse spaventato.

molte creature abitano questo posto e tu, tu Principe, hai ancora tante cose da imparare.

andiamo!
disse.

e allora caro lettore....continua!
aggiunsi.








sabato 31 dicembre 2011

lo Show


‎....le mani si erano intorpidite, le cosce mi avevano rallentato e il fiato era di poco più caldo d'un ghiacciolo immerso nella vodka....nemmeno il sole che oscillava lento all'orizzonte in perfetta sincronìa con la mia andatura mi diede sollievo....e quando la nebbia fece capolino tra i miei pensieri, questi si fermarono.

mi resi conto che ero a terra, non sapevo da quanto.
mi resi conto che non sapevo se il capodanno fosse passato o meno.
"non è ancora passato, giovanotto." 
Bulgakov era in mezzo alla strada, le macchine lo sfioravano e lui non si scomponeva affatto.
"certo avresti dovuto inscenare la tua morte in un modo che più si addice alla tua epoca, nessuno avrebbe mai creduto che un poco di pressione bassa e uno svenimento qualsiasi ti avrebbe fatto battere la testa a quel modo" e indicò la mia fronte poco prima che inzuppassi le mie dita col sangue che mi colava lento sul viso.
"credevo fosse sudore"
"ci sono ancora troppe cose in cui credi e troppo lontana rimane la tua casa."
mi guardai attorno e pian piano i ricordi tornarono alla mente.
"su alzati, siamo in ritardo"
"ma in ritardo per cosa?"



Questa strada maledetta


una sera incontrai Bulgakov e inscenammo una gag che faceva più o meno, così:

(voce narrante, disimpegnata, a tratti spensierata, ma certamente non disincantata, tutt'altro, incantatrice)

...mi trovavo ad errare in quel di Concordia sulla Secchia quando ad un certo punto vidi uno zoppo zoppicare come si conviene a chi è uso camminare con le scarpe troppo strette e le gambe di gran fretta...
"oh buon uomo, ove andate 'sì prescioso ch'io non possa raccontarvi di questa strada la sua fine?"
"voi blaterate giovanotto. io non son buono, non son di fretta né tanto meno vedo nei paraggi la vostra strada maledetta!"
"ma allora voi siete un'allucinamento....un'alluci-nozione...."
"vorrete dire un'allucinazione?"
"...è che io v'ho già incontrato, non in questa vita certamente, non di questi tempi, ma lasciate ch'io vi dica ove porta questa strada maledetta, perché credetemi buon uomo, voi siete zoppo e siete pure di gran fretta...!!"



mercoledì 19 ottobre 2011

nella tana del Bianconiglio


mettiamo il caso che.
ipotizziamo cioé, così, in via del tutto ipotetica che si conosca il futuro.
ora, detto in parole povere, questa conoscenza deve necessariamente essere proporzionale alla comprensione dei fatti che la precedono, tuttavia, potrebbe esistere ancora la possibilità che si vada oltre questa semplice regola circa la comprensione dei fatti.
ecco, credo sia più o meno a questo punto che un certo TAM-TAM cominci a fare capolino alla mente sotto forma di una-sola-semplice-domanda: "come diavolo sono entrato nella tana del Bianconiglio?" e non c'è risposta, perché le cose non seguono più quella vecchia logica sin dal momento che la si è inconsciamente abbandonata entrando nella tana.
ora, l'unica domanda sensata che il viandante possa porsi è: "di che colore sarà mai il Bianconiglio?" 
fortuna vuole che la conoscenza di certe cose esiga sempre una moneta che viene forgiata in questo mondo.
sfortuna vuole che queste, siano invece cose dell'altro mondo.
"aspetta aspetta, non hai ancora detto la cosa più importante!!"
"e sarebbe?"
"la strada per la mia tana!"
"....beh come dire, è lì, dove guardando ad est si vede l'ovest e andando a nord si giunge a sud, un solo salto è sufficiente e sei già fuori dalla mente"
"...andiamo che è tardi !"





giovedì 6 ottobre 2011

cosa essere tu?

mettiamo il caso si abbia l'abilità di mescolare un pò di questo e un pò di quello, il potere cioé di far comparire in questo tutto ciò che è in quello, e mettiamo si sia anche capaci di velare il tutto rendendo quello come questo o questo come quello, ecco insomma, alla fine ci si potrebbe non stupire più che questo sia quello se lo si vede come questo, mi farebbe piuttosto impressione discernere ancora tra questo e quello come se questo fosse quello o viceversa, alché, l'abile mescolatore di questo e di quello, qualora lo incontraste, vi farebbe parlare di quello come non fosse questo lasciandovi credere che questo non divenga quello al termine della discussione, momento in cui nello stupore di questo vi renderete conto non solo che sia quello, ma di non aver visto in questo ciò che veramente era di quello ed è a quel punto che si chiederà - mio dio, ma come avete fatto? era davvero lo Stregatto! - oh beh, certo che lo era, non lo trovate delizioso? un pò di quello e un pò di questo, ciò che è in quello appare in questo...

sabato 1 ottobre 2011

Di questo Mare sono il Porto

per quale motivo devo sorreggere quel loro fiato facendo finta di non vedere che un tempo essi furono, e per quale motivo devo comprendere chi di loro venga visto da occhi che non siano i miei?
dove risiede quello sguardo che un tempo m'illudeva d'esser solo, quando invece non è più qui a protegger queste parole che vengon lette ancora prima d'esser scritte?
cosa cambia non lo so, so soltanto che quel lago silenzioso è ora popolato di creature, e quel che un tempo ritenevo fuori dal comune è solo un lago ricco di morti, di vite e di paure

si china uno di loro a guardarmi, giusto il tempo di capire se lo veda oppure no,  - ma non è lo sguardo! -  penso tra me ed avendomi sentito si ritrae alle sue altezze "ma tu ci vedi?"
non rispondo che con la testa e già mi attiro l'attenzione, altri due si avvicinano e una donna mi sorride "lasciatelo stare"
"ma lui ci vede!" dice ancora scomparendo (non so dove) quel gigante 
la sua voce è ancora qui da qualche parte, ma che strano, non sembra appartenere a questo scorrere del tempo
"come riesci a fare questo, figliolo?" 
mi giro e non c'è nessuno, mi rigiro e vedo un vecchio avvicinarsi lento e stanco "come riesce uno come te, a vedere uno come me? sarai mica tu ad esser morto ed io ad esser vivo?"
"tu ci senti!!" continua il gigante in qualche luogo della stanza
"e dimmi giovanotto, potresti anche metter pace ad un paio di faccende che ho in sospeso?"

e fu così che tutto ebbe inizio
e fu così che conobbi di questo gli altri mondi 
pieni d'avventure, di morti e di paure

"dunque è vero, tu ci vedi !!"

ed ancora me lo chiedi?
sì, ti vedo, tu sei qui, io di te conosco questo ed altri dì,
di coloro che verranno conosco gioia, dolore e affanno
e di coloro che son stati, io li vedo come un tempo sono nati

è perché non sono vivo,
è perché non sono morto,
della Partenza son l'Arrivo,