giovedì 27 ottobre 2011
mercoledì 19 ottobre 2011
nella tana del Bianconiglio
mettiamo il caso che.
ipotizziamo cioé, così, in via del tutto ipotetica che si conosca il futuro.
ora, detto in parole povere, questa conoscenza deve necessariamente essere proporzionale alla comprensione dei fatti che la precedono, tuttavia, potrebbe esistere ancora la possibilità che si vada oltre questa semplice regola circa la comprensione dei fatti.
ecco, credo sia più o meno a questo punto che un certo TAM-TAM cominci a fare capolino alla mente sotto forma di una-sola-semplice-domanda: "come diavolo sono entrato nella tana del Bianconiglio?" e non c'è risposta, perché le cose non seguono più quella vecchia logica sin dal momento che la si è inconsciamente abbandonata entrando nella tana.
ora, l'unica domanda sensata che il viandante possa porsi è: "di che colore sarà mai il Bianconiglio?"
ecco, credo sia più o meno a questo punto che un certo TAM-TAM cominci a fare capolino alla mente sotto forma di una-sola-semplice-domanda: "come diavolo sono entrato nella tana del Bianconiglio?" e non c'è risposta, perché le cose non seguono più quella vecchia logica sin dal momento che la si è inconsciamente abbandonata entrando nella tana.
ora, l'unica domanda sensata che il viandante possa porsi è: "di che colore sarà mai il Bianconiglio?"
fortuna vuole che la conoscenza di certe cose esiga sempre una moneta che viene forgiata in questo mondo.
sfortuna vuole che queste, siano invece cose dell'altro mondo.
"aspetta aspetta, non hai ancora detto la cosa più importante!!"
"e sarebbe?"
"la strada per la mia tana!"
"....beh come dire, è lì, dove guardando ad est si vede l'ovest e andando a nord si giunge a sud, un solo salto è sufficiente e sei già fuori dalla mente"
"...andiamo che è tardi !"
giovedì 6 ottobre 2011
cosa essere tu?
mettiamo il caso si abbia l'abilità di mescolare un pò di questo e un pò di quello, il potere cioé di far comparire in questo tutto ciò che è in quello, e mettiamo si sia anche capaci di velare il tutto rendendo quello come questo o questo come quello, ecco insomma, alla fine ci si potrebbe non stupire più che questo sia quello se lo si vede come questo, mi farebbe piuttosto impressione discernere ancora tra questo e quello come se questo fosse quello o viceversa, alché, l'abile mescolatore di questo e di quello, qualora lo incontraste, vi farebbe parlare di quello come non fosse questo lasciandovi credere che questo non divenga quello al termine della discussione, momento in cui nello stupore di questo vi renderete conto non solo che sia quello, ma di non aver visto in questo ciò che veramente era di quello ed è a quel punto che si chiederà - mio dio, ma come avete fatto? era davvero lo Stregatto! - oh beh, certo che lo era, non lo trovate delizioso? un pò di quello e un pò di questo, ciò che è in quello appare in questo...
sabato 1 ottobre 2011
Di questo Mare sono il Porto
per quale motivo devo sorreggere quel loro fiato facendo finta di non vedere che un tempo essi furono, e per quale motivo devo comprendere chi di loro venga visto da occhi che non siano i miei?
dove risiede quello sguardo che un tempo m'illudeva d'esser solo, quando invece non è più qui a protegger queste parole che vengon lette ancora prima d'esser scritte?
cosa cambia non lo so, so soltanto che quel lago silenzioso è ora popolato di creature, e quel che un tempo ritenevo fuori dal comune è solo un lago ricco di morti, di vite e di paure
si china uno di loro a guardarmi, giusto il tempo di capire se lo veda oppure no, - ma non è lo sguardo! - penso tra me ed avendomi sentito si ritrae alle sue altezze "ma tu ci vedi?"
non rispondo che con la testa e già mi attiro l'attenzione, altri due si avvicinano e una donna mi sorride "lasciatelo stare"
"ma lui ci vede!" dice ancora scomparendo (non so dove) quel gigante
la sua voce è ancora qui da qualche parte, ma che strano, non sembra appartenere a questo scorrere del tempo
"come riesci a fare questo, figliolo?"
mi giro e non c'è nessuno, mi rigiro e vedo un vecchio avvicinarsi lento e stanco "come riesce uno come te, a vedere uno come me? sarai mica tu ad esser morto ed io ad esser vivo?"
"tu ci senti!!" continua il gigante in qualche luogo della stanza
"e dimmi giovanotto, potresti anche metter pace ad un paio di faccende che ho in sospeso?"
e fu così che tutto ebbe inizio
e fu così che conobbi di questo gli altri mondi
pieni d'avventure, di morti e di paure
"dunque è vero, tu ci vedi !!"
ed ancora me lo chiedi?
sì, ti vedo, tu sei qui, io di te conosco questo ed altri dì,
di coloro che verranno conosco gioia, dolore e affanno
e di coloro che son stati, io li vedo come un tempo sono nati
è perché non sono vivo,
è perché non sono morto,
della Partenza son l'Arrivo,
sabato 24 settembre 2011
La Materia
Sutra III
Tutti gli uomini hanno diritto di accedere allo Spirito e sono uguali davanti alla Comprensione, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito dello Spirito rimuovere gli ostacoli di ordine sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza degli uomini, impediscono il pieno sviluppo e l’effettiva partecipazione di tutti alla Vita.
Sutra II
Lo Spirito riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, ma richiede l'adempimento dei doveri inderogabili della Comprensione.
Sutra I
L'Uomo è uno Spirito fondato sulla Comprensione.
La Sovranità appartiene allo Spirito, che la esercita nelle forme e nei limiti della Materia.
Nulla supera l'Essere
Il paggetto uscì dal bosco che aveva ancora il fiatone.
Davanti a lui la casa del Venerabile e il fumo che usciva dal comignolo.
Aprì la porta agitando un foglio preoccupato. "Venerabile! Venerabile!"
Il Maestro stava preparando la zuppa con le meraviglie del suo Giardino, giardino che i più profani chiamavano "orto".
"Siedi e prendi fiato."
"Venerabile, l'hanno superata!" Il paggetto era tanto agitato che ancora non si sedette. "Hanno superato la velocità della luce!"
"Sei sicuro di quello che dici?"
"E' su tutti i giornali della Contea! Le teorie del Mago Einstein sembrano superate!! Com'è possibile Maestro?"
Il Venerabile controllò la zuppa e rimise il coperchio. "Stai sereno. Vedi, la natura di quella che chiamano luce non è discreta e nemmeno continua, contrariamente a quanto credono. Questo perché non hanno analizzato la natura dei sensi che permette loro di osservare qualsiasi fenomeno. I sensi dell'uomo stabiliscono già loro stessi la natura della manifestazione secondo la Sacra Legge."
"Quale legge Maestro?"
Il Venerabile rise.
"Quale Legge?"
"La Legge del Tre. O della Trinità, come normalmente è conosciuta....o dovrei dire, come normalmente non è conosciuta."
"Dunque i sensi stabiliscono i limiti della Scienza?"
"Affatto, se davvero compresi, ne romperebbero gli argini conosciuti permettendo che l'Acqua scorra libera dal Cielo alla Terra. Conoscendo i 5 sensi, conosceresti il Sesto che li supera e li comprende tutti."
"Il Sesto Senso? Quello che permette a Voi di vedere il futuro e spostare gli oggetti?"
Il Venerabile rise e ricontrollò la zuppa. "Cos'hai su quel foglio?"
"Ho raccolto le notizie che sentivo lungo la strada."
"Dimmi la terza che hai sentito."
Il paggetto guardò il foglio, conscio che il Maestro ne conoscesse già il contenuto. "E' una grande scoperta! La scienza ha davvero messo a tacere questa volta tutti quei maghi e millantatori di false scienze che si traggono sempre indietro di fronte alla dimostrazione di fatti che dicono saper produrre!" Il paggetto guardò il Venerabile.
Il Venerabile non disse nulla e preparò il piatto con la zuppa per sé e il paggetto.
"S'incontreranno mai Spirito e Materia?" Chiese il ragazzo.
Il Venerabile poggiò il piatto per il paggetto davanti a sé e lo fece scomparire di netto.
Il giovane si stropicciò gli occhi pur avendo visto altre volte simili prodigi.
"La differenza tra Spirito e Materia è negli occhi di chi guarda." Il Venerabile rideva. "Così come solo buone zuppe incontrano buoni commensali."
E il piatto si materializzò davanti al paggetto, come dal nulla.
"L'Essere supera Tutto, Nulla supera l'Essere."
lunedì 12 settembre 2011
Ricordi di un pomeriggio in Libano
Eravamo io, Sareed Naah e Kamoor 'el Makhud, quando Sareed ebbe l'ardire d'interrogare il Venerabile: "Oh potente Re della città dei Due Soli, come fate a produrre simili prodigi? il prodigio in voi sembra non avere alcun limite!!"
"sì.." aggiunsi io "...qual'è il più grande miracolo di cui siete capace?"
Il Venerabile guardò Kamoor, poi Sareed e poi me "il più grande miracolo di cui sono capace è essere due cose, voi non sapete chi siete allo stesso modo in cui non ricordate chi io sia, se vi ricordaste chi sono, sapreste il vostro Nome e quello di tutti gli Astri nel Cielo, alché il miracolo scomparirebbe pur lasciando inalterate le Stelle"
"E dunque...chi siamo?" chiese Kamoor
"Sì diccelo" Sareed si avvicinò al Venerabile
"Le parole si fermano nella memoria, e la vostra memoria le restituisce sempre al momento opportuno, ma non c'è alcuna traccia del Tempo nei miei prodigi e nessuno Spazio che possa contenere la Libertà dalla quale provengono"
"dunque.." chiesi "stando così le cose come potremo mai saperlo?"
Il Venerabile sorrise "volgendo a me la mente ed al buio il cuore."
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