domenica 18 marzo 2012

Si turbi pure la tua anima

più volte giunsi in luogo 
che non saprei dire come v'arrivai, 
e altrettante volte tornai addietro 
ch'un terrore m'assaliva ogni volta com'io non fossi più, 
e così giunto in terra conosciuta 
sentìo lo core ripetermi gentile ma ben saldo: 




sabato 17 marzo 2012

Il mio cibo

Il mio cibo è la mia fame, 
il mio indumento la nudità, 
il mio sole è la luna, 
la mia andatura lo star fermo. 

Di notte nulla possiedo, 
né tantomeno di giorno, 
eppure ho cibo e indumenti 


lunedì 27 febbraio 2012

Apokalypsis

A guardare l'ultimo Uomo sulla Terra, non si sarebbe detto esser l'Ultimo,
a guardarli tutti non si sarebbe detto fossero insieme.

martedì 10 gennaio 2012

Il Principe Al Sal' Ahzur


che in fondo, di tutte le persone che sento parlare, poche, davvero poche sono vive. e di queste vive, poche davvero poche parlano più di Frank, ma Frank, benché sia in vacanza in luoghi piuttosto lontani, beh sì, Frank è un'altra storia...


parla ora, lui, il....

"ohh grazie Des, la memoria non m'ha mai ingannato, ma a dirla tutta, mi ricordo d'esser morto e poi d'essere nato, questo fatto non depone certo a mio favore, ma non son uso pitturar senza colore."

oddio non la farai davvero tutta in rima?

"no quello è un onere che lascio a te"

a me?

"sì a te, a te la tela, a voi i pennelli, della mia morte vi racconto i giorni più belli.

mi disse il Principe in quella mezzaluna ch'egli cercava la Verità, ed io....

ma Principe, non dovete far altro che tornar sui vostri passi, son le scarpe che vi siete messo, sono gli abiti che vi siete tolto, così come son le risa, e le speranze e i dolori ch'avete ormai provato, sono quelli che v'hanno allontanato dal vostro amabile pianeta e dalla vostra casa di cotone, di perle e di seta.

Il Principe mi guardò in viso. ma nulla vide.
poi si girò, si giravano i pensieri. correvano qua e là.

allor continuai...circa la follia vedete, e circa la ragione, sono sane quando nate e cresciute fuor della prigione, sentite bene la mia voce, lasciate perdere un momento la vostra onorabile ricerca, toglietevi la benda e avvicinatevi, avvicinatevi pure....

sì, gli feci, qui nel buio, sono quì, porgetemi l'orecchio ed ascoltate....
Principe Al Sal' Ahzur.

voi, voi vi ricordate quando correvate nel giardino dell'infanzia? vi ricordate quando il mondo era un'avventura? ogni giorno era un giorno senza paura, ogni giorno lottavate per lottare e mai per andare a riposare e quando eravate troppo stanco, crollavate in tutto quello che voi stessi sognavate...un nonnulla sin da principio!

vi ricordate quella volta, sì quella volta che a me vi rivolgeste?

Il Principe, devo esser sincero, credette d'impazzire, e in effetti, non mangiando da giorni, non potevo certo pretender che mi credesse Uomo Vero in quel della foresta!

così eccomi qua, ed uscii allo scoperto.

ora mi vedi, dissi. suvvia, cos'è quel tuo mal viso, è lecito non capire, ma non è lecito ignorare! ora, ora dobbiamo far presto che il giorno volge all'imbrunire.

cosa intendi?
mi disse spaventato.

molte creature abitano questo posto e tu, tu Principe, hai ancora tante cose da imparare.

andiamo!
disse.

e allora caro lettore....continua!
aggiunsi.








sabato 31 dicembre 2011

lo Show


‎....le mani si erano intorpidite, le cosce mi avevano rallentato e il fiato era di poco più caldo d'un ghiacciolo immerso nella vodka....nemmeno il sole che oscillava lento all'orizzonte in perfetta sincronìa con la mia andatura mi diede sollievo....e quando la nebbia fece capolino tra i miei pensieri, questi si fermarono.

mi resi conto che ero a terra, non sapevo da quanto.
mi resi conto che non sapevo se il capodanno fosse passato o meno.
"non è ancora passato, giovanotto." 
Bulgakov era in mezzo alla strada, le macchine lo sfioravano e lui non si scomponeva affatto.
"certo avresti dovuto inscenare la tua morte in un modo che più si addice alla tua epoca, nessuno avrebbe mai creduto che un poco di pressione bassa e uno svenimento qualsiasi ti avrebbe fatto battere la testa a quel modo" e indicò la mia fronte poco prima che inzuppassi le mie dita col sangue che mi colava lento sul viso.
"credevo fosse sudore"
"ci sono ancora troppe cose in cui credi e troppo lontana rimane la tua casa."
mi guardai attorno e pian piano i ricordi tornarono alla mente.
"su alzati, siamo in ritardo"
"ma in ritardo per cosa?"



Questa strada maledetta


una sera incontrai Bulgakov e inscenammo una gag che faceva più o meno, così:

(voce narrante, disimpegnata, a tratti spensierata, ma certamente non disincantata, tutt'altro, incantatrice)

...mi trovavo ad errare in quel di Concordia sulla Secchia quando ad un certo punto vidi uno zoppo zoppicare come si conviene a chi è uso camminare con le scarpe troppo strette e le gambe di gran fretta...
"oh buon uomo, ove andate 'sì prescioso ch'io non possa raccontarvi di questa strada la sua fine?"
"voi blaterate giovanotto. io non son buono, non son di fretta né tanto meno vedo nei paraggi la vostra strada maledetta!"
"ma allora voi siete un'allucinamento....un'alluci-nozione...."
"vorrete dire un'allucinazione?"
"...è che io v'ho già incontrato, non in questa vita certamente, non di questi tempi, ma lasciate ch'io vi dica ove porta questa strada maledetta, perché credetemi buon uomo, voi siete zoppo e siete pure di gran fretta...!!"