lunedì 31 maggio 2010

Acqua a sorsi alterni

Come non dimenticare quel mio amico che mi fece il solito discorso su facebook...a quel tempo viveva solo, incline al gioco delle pulci e bevitore d'acqua a sorsi alterni, insomma per spassarsela sempre più un giorno mi tirò fuori il discorso delle amicizie. Allora io, con abile malefizio glissai il discorso sul blu, poi sul bianco e blu e infine, passando attraverso le transazioni asincrone di un database senza licenza e con drivers non supportati, proposi alla sua mente il link "facebook.com".

"Ah caro mio, non ci penso proprio." E mi sorride come un veterano manager della Fuffola & Brothers Enterprise. "Queste cose le conosco, sono fuoco di paglia come direbbe il mio vecchio e hanno la stessa vita di una sveltina all'angolo tra la 14ma e Piazza Sempronio."
Tra me e me riflettevo su quell'incrocio funesto, funesto dalla retata del 1981 dove persi il mio guantone da baseball facendo l'elemosina. Poi continuai ad ascoltare questo mio amico, che certamente ne sapeva più di me.
"Io se voglio degli amici..." E alzando il sopracciglio ondeggiò la bottiglia di birra a fianco del viso lasciandomi intuire che i suoi amici avessero nomi del tipo Bud, Heineken o Mac Farland. "...so dove andarli a pescare e non ho certo bisogno di far arricchire un moccioso arrivista del sogno americano facendomi raccontare dai suoi robots automatizzati che "Grazie a ME, molti dei MIEI amici adesso sono su Facebook." E scorreggiò concedendo alla sua sciatica un certo riposo. "Ecco, grazie a ME caso mai, molti dei miei amici NON sono su facebook."
"Ma su facebook, potresti conoscere persone amiche di amiche di cui non avresti mai sospettato l'esistenza, che potrebbero arricchirti molto dal punto di vista sociale, nel senso che poi ci si potrebbe anche uscire...." Dissi buttandola la, in mezzo alla cassa di Mac Farland che osservavo entrare piano piano nello stomaco di Freddy, il mio 'amico'.
"Vedi, mettiamo pure che tu conosca una tizia al bar o magari in fila alla posta, ne condividi l'attesa, la sudata perché i condizionatori quel giorno non funzionavano e insieme sbottate perché arrivate a scoprire che il servizio di fax quel giorno non funziona per le chiamate internazionali. Bene, allora una volta capito che ENTRAMBI avevate da fare un fax INTERNAZIONALE dite cavolo, sarà mica nella stessa città, per lo stesso ufficio e per la stessa persona? E dunque, simultaneamente all'interesse fisico e spirituale per quella persona, nutrite anche un certo sospetto perché in fondo in fondo, ma molto in fondo, il vostro IO più nascosto sa e sta prendendo nota che quella ragazza potrebbe essere una potenziale concorrente in grado di non farvi portare a termine il piano Emigro in Scandinavia, nella fredda e felice terra della civiltà elettronica." Freddy bevve un sorso di birra. Poi si ricordò di non averla ancora stappata. "Scusa, hai mica quel coso per..."
"Ecco tieni."
"Ah si, perfetto. Capisci? Allora che fai!? Ti ricordi del suo nome, del suo cognome e del suo viso perché era davanti a te nella fila! Bypassi il fatto d'aver ascoltato i suoi dati anagrafici superando di 23 cm la linea gialla e senza sentirti minimamente in colpa la cerchi su facebook e sai cosa succede des?"
"No, cosa succede Freddy?"
"La trovi!" E qui fece un gesto che mi riesce difficile esplicare perché trattasi di mimica facciale da conoscitore di mondi interstellari. "Non credevi fosse possibile ma così è! E' li, di fronte a te, con il profilo aperto e la metà delle foto pubblicate. Allora leggi il profilo con l'attenzione di un ratto di Bel Air nelle fogne di Calcutta e capisci che le tue preoccupazioni erano ben fondate!"
"In che senso, cosa potresti leggere scusa?"
"Beh non so, uno status che recita 'Odio le poste più del mio dannato lavoro' oppure 'se le poste non funzionano faccio da me, per cambiare lavoro bisogna cambiare se stessi!' insomma cose di questo tipo..."
"Cavolo è vero."
"No amico, non è vero, è FINZIONE." E salutò un vecchio in tuta da jogging che passava sul marciapiede di fronte portato a spasso da uno strano cane incrocio tra un pitbull ed un chiwawa. "Alla fine succederà che per curiosità t'iscriverai, l'aggiungerai e attenderai che lei faccia altrettanto chiedendoti se poi magari sei riuscito a mandare il fax. Alla fine, quando leggerai in una sua foto fatta per caso dal cellulare di un suo ex una minuscola pubblicità della Philipussis & Costello Corporation beh, ti farai in quattro per aprire gruppi fasulli che parlino male della Philipussis & Costello Corporation, lei si iscriverà, ti farà domande e tu dovrai assumere false identità per risponderle, alché ti troverai con circa dodici account facebook, quattro gruppi da gestire, cinque browsers per accesso contemporaneo e tre computer per colmare le tue dodici identità."
"Piuttosto faticoso."
"E non hai sentito il pezzo forte." Fece prima di una ragguardevole pausa seguita da un peto che non credevo potesse provenire da lui. Credevo fosse il pezzo forte, ma poi continuò. "Te ne rimangono tre. Tre accounts e guarda caso, t'innamori di un'amica della tipa che scopri essere un parto trigemino e dopo l'embarras iniziale decidi essere una divina provvidenza e cominci a flirtare con tutte e tre per alzare le probabilità di riuscita...e infatti ci riesci!"
"Dunque ti trovi la ragazza su facebook?"
"No, riesci a perdere il lavoro alla Philipussis & Costello Corporation! Perché nel frattempo la tipa della posta è stata assunta per mancata presentazione di un importante candidato e ti lascio immaginare chi fosse."
"Dio mio..."
"Non esistono Dei amico mio, ma solo Uomini Navigati." E bevve ancora la sua birra.
"Freddy, ma tu non bevevi acqua a sorsi alterni?"
"Beh, da quando mi sono iscritto su facebook sono cambiate un sacco di cose." E in quel preciso istante uscì in veranda un cane che sembrava un misto tra un alano e un san bernardo. Al collo aveva una targhetta con scritto ' f '.
"Freddy..."
"Cosa?"
Stavo per dire una cosa cattiva quando vidi il gioco delle pulci sul tavolino della veranda. "No niente."









lunedì 10 maggio 2010

We Love the Basketball


"Allora...tu seeeei ah si, come dimenticarlo." Il Vecchio diede una fugace occhiata abbassando gli occhiali e continuò a bisbigliare tra sé qualcosa d'incomprensibile.
Il ragazzino sorrise.
"Dunque, vediamo. Sei stato 4 volte soldato, uno scienziato 3 volte ed un artista 7." Il Vecchio fece un rapido calcolo mentre il ragazzino cominciava a seguire con molta attenzione i suoi ragionamenti. "4x3 fa 12 + 7, 19...a questo..." Ma il ragazzino interruppe il Matusa che abbassò il Grande Quaderno delle Anime. "Checc'è...?"
"Il tuo ragionamento è corretto, ma le ipotesi sono errate." Allora il ragazzino si fece avanti alzando un poco il mento e cercando di ricordarsi le sue vite passate. "Vedi Zeus, in Germania ero un poeta americano e sempre in quella che ora chiamano Germania fui comandante si, ma anche filosofo. Dunque, se la mia mente di ragazzino vecchia di 1251 anni non m'inganna, fui 2 volte soldato, 3 volte scienziato e 7 volte artista."
Il Vecchio sapeva bene dove volesse andare a parare. "Ma allora dovremmo calcolare tutte le tue restanti vite, ne hai menzionate solo 12 in grado di coprire...." Allora controllò meglio, girò pagina, cercò l'indice e scorse col dito tutte le lettere. "Ti feci Scorpione vero?"
"Ah-ah."
"Sono proprio 12...merda."
"Ah!"
"Ehmmm volevo dire gu-erda, cioé guarda." E girò il Grande Quaderno delle Anime verso il ragazzino.

Reincarnazioni NBA (eccezion fatta per gli Scorpioni)

Ma il ragazzino aveva lo sguardo allibito che fissava un punto imprecisato proprio dietro Zeus...
"Ma....ma che guardi ragazzino...!?"
E il moccioso strappò rapido la pagina 14 del Regolamento Eterno e Imperituro e se la mangiò.
"Cosa guardi non c'è nulla...!?"
"Dicheuam?"
Il Vecchio si accorse dello strappo nel Quaderno Mastro nonché della bocca del ragazzino piena di carta. Si tolse gli occhiali e si alzò in piedi. "Va bene, 2,3,7.....2+3+7=12 Kevin Martin, promettente Guardia dei Rockets che ne dici?"
"-.-"
"Ma ti evito la fatica della nascita."
"Non sono io che partorisco."
"Allora 2 x 3 + 7 = 13 Sergio Rodriguez stesso ruolo ma ti mando a New York..." Il Vecchio alzò le sopracciglia. "...nei Knicks!"
"-.-"
"Già fa cagare anche a me, ma è un bravo figliolo."
"7-3-2 = 2 Mo Williams e ti fai le finali NBA con Lebron James!"
"I numeri parlano chiaro: 7 x 3 = 21 e se aggiungo 2...."
"Aspetta, ho un Kevin Martin di qualità: 2+3+7=12 Dwight Howard...ragazzo, parliamo di oltre due metri di muscoli ed eleganza, quello che chiamano Superman!"
"Gli avrebbe schiacciato in faccia comunque..."
Il Vecchio ricontrollò le carte e si arrese. "Va bene hai vinto, ma ti darò una 'pippa tedesca' come compagno di squadra, un giocatore di pallavolo, un muccone di 2.20 m come centro e un playmaker biondo, basso e bianco. Farò venire anche la controfigura slava di Fox Mulder per darti una mano... "
"Non ha importanza, 7 x 3 = 21 + 2 li frego tutti."
"Anche questo è vero."
"Ma ti farò rimpiangere d'avermi mangiato pagina 14 piccolo insolente."
Il ragazzino sorrise e cominciò a zompettare...."Allora si parte? eh eh!?" E dal nulla comparve un pallone arancione marchiato NBA e un biglietto sola andata per Chicago.
"Si ma ogni volta che andrai a canestro dovrai mostrarmi la tua gratitudine tirando fuori la lingua, come per ridarmi quella dannata pagina 14..."



domenica 9 maggio 2010

Il Giustiziere Hoofeny


Maggio, mese che mi ricorda la città di Parma e il suo formaggio o meglio, la fattoria di Sir John Crockette O'Deeny. Lì mio padre mi soleva portare in questo periodo per il carotaggio delle forme, forme che nella mia testa di futuro nonché brillante assicuratore d'autoarticolati di Schengen, erano sinonimo d'olezzo di mucca Brambilla (la nostra cara vecchia vacca) e caglie stagionate.
Ecco, questo profumo che mi portavo in classe il primo giorno della settimana era tale che la maestra trovava sempre una scusa poco calzante per buttarmi fuori dall'aula del tipo "Franco mi sembra ti abbia chiamato il preside...vai a controllare" e io ci cascavo routin meschino.
Ma è anche vero che la meschinità mi forgiava lo spirito creando in me più d'una risorsa per dialogare segretamente con le vacche del Crockette. Perché sapevo in cuor mio che l'olezzo del caglio era la mia chiave per la libertà. Stavamo infatti organizzando un'oscura e segreta rivoluzione per riuscire a boicottare caglio parmense nelle mense dei dirigenti della Crockette & Bros. Ma avevo un assoluto bisogno di codificare in maniera unilaterale gli appunti presi da Madre Brambilla, l'unica e sola vacca che mi fece latte alla vaniglia. E per far questo ci servimmo di un antico alfabeto bovino di alcune remote zone dell'Emilia.

Ma ciò solo per dire che se per me la scuola finiva certamente cominciava il travaglio del caglio e mio padre e tutti i mandriani di Crocketteville non ammettevano alcun sbaglio. In quel periodo davano tra l'altro le prime puntate italiane del Giustiziere della Notte e li imparai i veri ideali di Giustizia, Lavoro e Notte. Notti come quelle che passo tutt'ora al Frank & Tonight, che augurerà la stagione estiva questo sabato 15 maggio con la Divina Commedia cantata in swing old metal dal Casto Divo, cioé a dire me medesimo. Patatine omaggio se accompagnati, non importa da chi.

Ecco si, posso dire che la mia felicità stava nascendo nei cunicoli oscuri dei miei carotaggi, quando tra una biada e l'altra, organizzavo la prima vera rivoluzione che mai mucca alcuna vide. In certi ambienti fienili si parla ancora delle mie mirabili prodezze pianificatorie atte al boicotto fraudolento, nonché del mio abile dialetto fiorentino che mi valse più d'una soffiata. Arrivai perfino ad anagrammare la settimana enigmistica di Sir Crockette e a porla nelle forme secondo la ben nota serie di Fibonacci. Un lavoro da maestri alchemici, altroché rebus della settimana o il caso poliziesco. Stavo dando vita alla rubrica "Strano ma vero".


Il B-Day

Comunque sia, il piano Brambilla scattò il giorno B alle ore 12.00 ZULU e prevedeva una contenuta presa di coscienza societaria dei carotaggi inopportuni in compagnia del caglio, alla mensa della Crockette & Bros.
Fu memorabile e per l'occasione tatuai tutte le mucche del circondario con il vessillo "mens sana in corpore sano" e le feci sfilare di fronte a mio padre durante il compito in classe di Italiano.

Tema: "La primavera è ormai nel suo splendore, se tu fossi la Natura come giudicheresti l'uomo di oggi?"
Svolgimento: "Secondo la Legge di Bronson. Charles Bronson. "


Venni bocciato, ma non per il tema ovvio, bensì per porto illegale d'armi...quelle che usavo per i carotaggi...ne avevo tre, una che mi regalò Sir Crockette con la frase "hai un ottimo futuro davanti a te giovanotto, sii il formaggio che vuoi vedere nel mondo", una che mi regalò mio padre con la frase "è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo e non guardare me cazzo" e una che mi regalò Charles Bronson in persona con la frase "don't be stupid little man, grab your life and you will Know then"





martedì 4 maggio 2010

Nessuno è solo


"Nessuno ha mai aperto un varco simile."
"Questo perché hai un concetto della parola Nessuno che non corrisponde al mio."
"In che senso? Dico solo che nemmeno tu sai di cosa parli."
"Ecco, con quest'affermazione mi lasci pensare che non credi nemmeno in ciò che dici. Ma chi è per te Nessuno?"
"Se mi guardo indietro, vedo persone che hanno fatto un centesimo delle cose che dici accadranno. Quando dico Nessuno, dico proprio questo, la Storia."
"E' vero. Ma la Vita non è passata alla Storia e mai verrà ad Essa."
"Secondo me sei un visionario, un piacevole visionario. E nelle tue visioni è tutto corretto, ma quella in cui vivi è la "realtà" della tua mente, mio caro filosofo-visionario."
"Ciò che dici è il carbone del tempo e da entità priva di un corpo, dici quello che Io ho ideato di sentire."
"No no sei fuori strada, tu t'illudi di sentire e t'illudi anche di scrivere. Dovrai lavorare molto su questo e poi forse avrai un barlume delle cose che sono, come dici tu."
"Leonhard, vi è un tempo per il seme ed un tempo per il fiore. L'acqua del seme non basterà a mantenere in vita il fiore e l'acqua del fiore ucciderebbe il seme stesso. Io do Vita all'Idea secondo i tempi della Terra."
"Tu leggi troppo e scrivi poco. La prima volta che abbiamo parlato eravamo in quella biblioteca tedesca, ricordi?"
"Come potrei dimenticarlo."
"Bene, anche lì la tua mente filtrava tutto e come oggi non potevi sapere cosa fosse la verità. Inoltre non puoi nemmeno creare, ma solo interpolare ciò che hai già sperimentato e vissuto."
"Esatto, è così. Ma tu parli della legna mentre il Fuoco brucia la legna."
"E tu sei il Fuoco scommetto?"
"No, io sono l'Idea dietro al simbolo del Fuoco che brucia la legna."
"E che devo pensare del fatto che dicono tu abbia parlato con il Principe?"
"Cosa pensi ha meno importanza di Chi pensa. Se tu sapessi Chi è che pensa non penseresti più in questo modo. E ogni dubbio cesserebbe."
"Volevo sapere di cosa tu credi abbiate parlato."
"Non abbiamo parlato, non servono le parole. E se servissero potrei dirti che non ho parlato io con lui, ma lui con me."
"Già, capisco." Eulero aprì un libro e i suoi occhi di spirito presero coscienza della parola...

Maha Avatara

"Non è quello che penso vero?"
"No, infatti."
"E non sei solo scommetto."
"Nessuno è solo."



martedì 27 aprile 2010

Desmatron



La Sensazione gli chiese chiaramente dove volesse andare.
"Dimensione Otto."
Allora la Sensazione gli chiese se avesse mai affrontato almeno una Manifestazione di livello 4.
"Non sono mai andato oltre la Trinità."
La Sensazione pervase lo spazio di Vuoto. Poi i sensi dell'essere percepirono il Verbo della Sensazione e questa chiese come ritenesse possibile varcare una Dimensione Otto senza l'esperienza necessaria.
"Io Sono la Conoscenza senza Esperienza. Io Sono la Libertà che è in ogni Creazione di qualsivoglia livello."
Allora la Sensazione comprese che la Trinità si stava espandendo. "Tu sei colui di cui parlano nel Nucleo delle Leggi."
L'essere non fece alcun segno, poi inebriò la Sensazione della stessa Vita che era in lui, quanto bastava per farle comprendere cosa nutrisse la sua Essenza.
La Sensazione rimase come ipnotizzata, senza forza. Poi riprese lo Spazio e creò il Tempo. Si avvicinò all'essere e gli soffiò la Luce. "Tu sarai ciò che già eri."


"No, Io Sono."



domenica 25 aprile 2010

Il Risveglio


Dualità, non-dualità, pensieri, staccarsi dai pensieri, non essere il pensiero, osservare il pensiero, osservare ciò che non può essere osservato, osservare l'osservante, essere questo, non essere quello, non sapere chi essere, sconvolgere le cose, rimmetterle in ordine e di nuovo in disordine, è un sogno, non è un sogno, il risveglio nel sogno, il sonno nella veglia...tutto è uno, non separatività e potremmo andare avanti per anni.

Non troverete nulla in questo modo, al massimo comincerete affannosamente a cercare una risposta se non l'avete mai fatto o a confermare più o meno che ciò che leggete si avvicina di parecchio a ciò che sapete, magari anche per esperienza personale.

Ebbene, ciò che ho trovato più simile alla verità ultima per il modo che ci è concesso di vedere la verità, è quanto riferito da Jiddu Krishnamurti. Da li in poi, attraverso l'azione scaturirà ben altro e poi infine, il Nulla. Quello che prima o poi vi avvolgerà del tutto. Quello che vi trasforma. Che vi terrorizza. Quello nel quale vi ci porta il demone, demone che con molta probabilità sarà la vostra paura più profonda.

Gesù lo disse, quando vi conoscerete sarete riconosciuti e quando troverete ciò che cercate, resterete turbati.

Jiddu lo disse chiaramente, no leaders, no gurus, no teachers, no masters. E il giorno che vi andrà di farlo mettetelo in pratica nel seguente modo: ogni volta che avrete il più piccolo problema (e già questa è una cosa difficile di cui accorgersi) analizzatelo con quella povera mente maltrattata, quella che vi salverà per intenderci, quella in grado di farvi essere ben altro da ciò che già siete. Fate in modo che diriga i vostri pensieri al fine di dedurre una sana, vecchia Logica greca. Bene con questa logica andate a fondo nelle cose, scendete in esse, immergetevi nei problemi, tutti i problemi sono alla vostra portata, dal più piccolo al più astratto, che sono i più complessi. Astraetevi, divenite sottili. Sarà il ragionamento a sollevarvi dalla polvere, vi accorgerete di non aver mai ragionato in vita vostra. Sentirete la fatica nel ragionare su certe cose e quando vi stancherete, ragionate ancora, e immergetevi, e deducete, e pensate. La mente non prova stanchezza alcuna, al massimo brucia zuccheri. Dovete conoscere voi stessi, non le vostre abitudini, ma voi stessi. Dovete conoscere perché fate o pensate certe cose. E ciò che troverete, nel bene e nel male, non sarete voi. E se questo vi mettesse paura, allora lasciate perdere. Se ne riparlerà in altri tempi e in altri luoghi. Così stanno le cose.

La via giusta non esiste. Esiste la via ultima per qualsiasi manifestazione e l'universo è manifestazione. Che ci piaccia o no è la manifestazione del Verbo, del suono.

Anche se a noi gioverebbe più ricordare che invece il verbo corrisponda più all'azione e non al fatto, per intenderci al vivere e non alla vita, ricercare e non ricerca.

Infine la domanda chiave che ci preme è, "Perché diamine cercare qualcosa?" ...."I problemi cesseranno davvero?" "Cosa diverremo?"

Bene.
Perderete tutto e non esisterete più come vi conoscete oggi. Di fatto, il problema per voi non si porrà perché ciò che sarete vi basterà. Ne faranno le spese tutte le persone che vi conoscono. Tenetelo bene a mente quando metterete sulla bilancia i fatti di cui sopra.

Perché cercare.
Già perché?

Nessuno ci obbliga.

Siamo pendoli che oscillano, aria che entra e aria che esce.
La via di mezzo (majjhima nikaya) può esser conosciuta.


Santideva disse

La mente non è né dentro, né fuori,
né si trova altrove.

Non è mescolata alle altre cose,
né separata da esse.

Non è assolutamente niente e perciò
gli essere sono per natura nel Nirvana.


io dico

Un uomo felice e senza obiettivi non è un uomo, è un buddha.






sabato 17 aprile 2010

Il Presente è un presente

La vita è un concetto, un concetto fatto di tante piccole cose "nascoste".

Quando porgiamo a chi amiamo un fiore, porgiamo un concetto, il concetto di ciò che siamo in quel momento, non descrivibile con le parole o con un film, ma magari con una rosa.

Quando regaliamo qualcosa dovremmo regalare questo concetto, affinché la persona che riceve il regalo non abbia con sé l'ennesimo oggetto da consumare, bensì noi stessi a farle compagnia, il concetto che eravamo in quel momento.

Viceversa, quando parliamo esprimiamo un concetto, non esprimibile negli stessi tempi e nella stessa situazione di un "sentire".

Tanti sono i modi di comunicare, uno solo è il concetto percepito dal "percipiente". Quando il concetto di quest'ultimo coincide con il concetto comunicato si percepisce l'Assolutezza del messaggio.

Un Assoluto dunque relativo.

Come un artista regala un concetto nel suo quadro, ciò che chiamiamo Dio regala il suo concetto nel Creato, ma un artista lascia sempre parte di sé nel suo sublime "concetto" estetico, perché nulla può essere inventato che non sia stato già creato.