mercoledì 2 maggio 2012

colorare


in quel momento si aprì la porta e un anziano molto in forma si fece largo nel silenzio.
si sedette al centro della stanza e prendendo un libricino dalla tunica cominciò a leggere....

"colorare.
non possiamo colorare tutto.

possiamo dipingere di rosa le foglie e di azzurro le pietre,
di blu il prato e di nero la spiaggia.

possiamo persino lanciare nel cielo un pò di giallo, o un poco d'arancione.

ma questa è solo l'infanzia.

perché poi vorremmo colorare di verde il prato, d'azzurro il cielo e di bianco le nuvole.
cercheremmo il colore del sole, il colore dell'aria e il colore dei colori.

quando sconfitti troveremo il colore dei suoni, la speranza di dipingere nuovi quadri ci farà dimenticare della vecchiaia, momento in cui la nostra gioia sarà messa alla prova non tanto per la mancanza di quadri, ma per il lento abbandono dei colori.

vedendo sempre meno, il pennello ci farà credere d'aver dipinto grazie ad esso,
sentendo sempre meno, la tela ci farà credere d'aver dipinto grazie ad essa,
muovendoci sempre meno, il mondo ci farà credere d'aver dipinto grazie ad esso.

sarà quello il momento per il quale ogni singolo colore ci ha istruito.
amorevolmente, senza che ce ne accorgessimo, i colori hanno acconsentito a nascondere qualcosa, 
con le nostre mani,
con i nostri occhi,
con la nostra mente."

l'anziano si alzò.


e come venne se ne andò.

mercoledì 4 aprile 2012

Neti Neti Rock

Un giorno portai dell'acqua al Venerabile, mi disse l'aveva finita, così attinsi al pozzo di un villaggio che si trovava tra il mio e il suo...

"Ecco maestro, vado a prenderne dell'altra se questa non le basta."
"Fermo, cos'è questa?"
Io lo guardai piuttosto stanco, poi guardai il fiasco di vino nel quale avevo messo l'acqua del pozzo "E' acqua di Hermon, lì ne hanno ancora tanta."
"Sì questo lo so, ma cos'è davvero?"
Mi poggiai al tavolo intuendo che non sarei dovuto tornare una seconda volta ad Hermon. "Lei mi ha detto d'averla finita così io..."
"Quel 'così' non va bene, una tua considerazione non può essere un mio bisogno così come una mia necessità non può diventare un tuo dovere."
"Ma dunque lei non ha bisogno di quest'acqua?"
"Ne ho bisogno certo."
"Allora non serve che la riporto ad Hermon?"
"No, ma nemmeno la userò, non serve più ad Hermon, non serve più a me."












domenica 18 marzo 2012

Si turbi pure la tua anima

più volte giunsi in luogo 
che non saprei dire come v'arrivai, 
e altrettante volte tornai addietro 
ch'un terrore m'assaliva ogni volta com'io non fossi più, 
e così giunto in terra conosciuta 
sentìo lo core ripetermi gentile ma ben saldo: 




sabato 17 marzo 2012

Il mio cibo

Il mio cibo è la mia fame, 
il mio indumento la nudità, 
il mio sole è la luna, 
la mia andatura lo star fermo. 

Di notte nulla possiedo, 
né tantomeno di giorno, 
eppure ho cibo e indumenti 


lunedì 27 febbraio 2012

Apokalypsis

A guardare l'ultimo Uomo sulla Terra, non si sarebbe detto esser l'Ultimo,
a guardarli tutti non si sarebbe detto fossero insieme.

martedì 10 gennaio 2012

Il Principe Al Sal' Ahzur


che in fondo, di tutte le persone che sento parlare, poche, davvero poche sono vive. e di queste vive, poche davvero poche parlano più di Frank, ma Frank, benché sia in vacanza in luoghi piuttosto lontani, beh sì, Frank è un'altra storia...


parla ora, lui, il....

"ohh grazie Des, la memoria non m'ha mai ingannato, ma a dirla tutta, mi ricordo d'esser morto e poi d'essere nato, questo fatto non depone certo a mio favore, ma non son uso pitturar senza colore."

oddio non la farai davvero tutta in rima?

"no quello è un onere che lascio a te"

a me?

"sì a te, a te la tela, a voi i pennelli, della mia morte vi racconto i giorni più belli.

mi disse il Principe in quella mezzaluna ch'egli cercava la Verità, ed io....

ma Principe, non dovete far altro che tornar sui vostri passi, son le scarpe che vi siete messo, sono gli abiti che vi siete tolto, così come son le risa, e le speranze e i dolori ch'avete ormai provato, sono quelli che v'hanno allontanato dal vostro amabile pianeta e dalla vostra casa di cotone, di perle e di seta.

Il Principe mi guardò in viso. ma nulla vide.
poi si girò, si giravano i pensieri. correvano qua e là.

allor continuai...circa la follia vedete, e circa la ragione, sono sane quando nate e cresciute fuor della prigione, sentite bene la mia voce, lasciate perdere un momento la vostra onorabile ricerca, toglietevi la benda e avvicinatevi, avvicinatevi pure....

sì, gli feci, qui nel buio, sono quì, porgetemi l'orecchio ed ascoltate....
Principe Al Sal' Ahzur.

voi, voi vi ricordate quando correvate nel giardino dell'infanzia? vi ricordate quando il mondo era un'avventura? ogni giorno era un giorno senza paura, ogni giorno lottavate per lottare e mai per andare a riposare e quando eravate troppo stanco, crollavate in tutto quello che voi stessi sognavate...un nonnulla sin da principio!

vi ricordate quella volta, sì quella volta che a me vi rivolgeste?

Il Principe, devo esser sincero, credette d'impazzire, e in effetti, non mangiando da giorni, non potevo certo pretender che mi credesse Uomo Vero in quel della foresta!

così eccomi qua, ed uscii allo scoperto.

ora mi vedi, dissi. suvvia, cos'è quel tuo mal viso, è lecito non capire, ma non è lecito ignorare! ora, ora dobbiamo far presto che il giorno volge all'imbrunire.

cosa intendi?
mi disse spaventato.

molte creature abitano questo posto e tu, tu Principe, hai ancora tante cose da imparare.

andiamo!
disse.

e allora caro lettore....continua!
aggiunsi.